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Il decreto del 10 novembre 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha confermato – per il 2016 – la riduzione contributiva prevista dall’articolo 29 del d.l. 244/1995 e successive modifiche e integrazioni per gli operai a tempo pieno del settore edile. Con la Circolare n. 23 del 31-01-2017 si forniscono indicazione sulle caratteristiche della riduzione contributiva e sulle condizioni di accesso al beneficio, nonché istruzione sulle modalità operative di Invio e gestione delle istanze e compilazione del flusso UniEmens.

 

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Il decreto del 10 novembre 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha confermato – per il 2016 – la riduzione contributiva prevista dall’articolo 29 del d.l. 244/1995 e successive modifiche e integrazioni per gli operai a tempo pieno del settore edile. Con la Circolare n. 23 del 31-01-2017 si forniscono indicazione sulle caratteristiche della riduzione contributiva e sulle condizioni di accesso al beneficio, nonché istruzione sulle modalità operative di Invio e gestione delle istanze e compilazione del flusso UniEmens.

 

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Il sistema di identificazione dei soggetti abilitati ad operare nei confronti dell’Istituto in qualità di datori di lavoro o intermediari autorizzati ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 12/1979, prevede che gli intermediari autorizzati possano operare in nome e per conto dei datori di lavoro sulla base di apposite deleghe rese per iscritto dal delegante.

 

Disponibili fra i servizi per la gestione del lavoro domestico, sono state ora avviate nuove funzionalità per la gestione delle deleghe che prevedono l’attivazione di una delega appositamente riformulata ai sensi della normativa vigente.
Per tale motivo non è prevista l’attivazione di deleghe precedentemente conferite su modulistica diversa da quella fornita dal nuovo applicativo.

 

Non è consentito il conferimento della delega a più di un intermediario o Associazione nello stesso intervallo di tempo. L’attivazione di una nuova delega comporta la revoca automatica della eventuale delega precedente.

 

Al fine di favorire la transizione verso le nuove modalità di gestione è previsto un periodo transitorio nel corso del quale gli intermediari e le Associazioni potranno accedere alla procedura di cui alla presente circolare per inserire le deleghe e, ove previsto, per la gestione delle sub-abilitazioni. Nel periodo transitorio sarà tuttavia possibile espletare gli adempimenti per la gestione del lavoro domestico con le precedenti modalità.

 

La fine del periodo transitorio è fissata in data 30 aprile 2017.

 

Per le istruzioni operative vai al messaggio n. 465 del 31 gennaio 2017

 

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Con determinazione presidenziale n. 7 del 20 gennaio 2017, adottata su proposta del Comitato unico di garanzia e con il parere favorevole della Consigliera nazionale di parità, è stato approvato il Piano di azioni positive 2017 – 2019, lo strumento operativo per rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione di pari opportunità e generano squilibrio, al fine di favorire la partecipazione lavorativa delle donne e realizzare l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro.

 

Le pubbliche amministrazioni sono tenute ad adottare il Piano, come prescritto dall’art. 48 del D. L.gs. 198/2006 (“Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”), per non incorrere nella sanzione del blocco delle assunzioni di nuovo personale, compreso quello appartenente alle categorie protette (art. 6, comma 6, del D. L.gs. 165/2001).

 

Il Piano, illustrato a dicembre 2016 dal Presidente del Comitato, tiene conto delle linee di indirizzo emanate dal Consiglio di indirizzo e vigilanza e delle Linee guida gestionali dell’Inps per l’anno 2017, ponendosi i seguenti obiettivi:

 

  • Pari opportunità
  • Conciliazione lavoro – vita privata
  • Sicurezza e benessere organizzativo
  • Diversity management – Formazione informazione e best practices
  • Criteri di valutazione della performance
  • Bilancio di genere
  • Promozione ruolo del Comitato unico di garanzia.

 

Nell’ambito di ciascuno obiettivo sono previste una serie di azioni da realizzare nel triennio, volte a rimuovere eventuali fattori che direttamente o indirettamente potrebbero determinare situazioni di squilibrio in termini di opportunità e a introdurre meccanismi che consentano di disinnescare queste dinamiche.

 

Per realizzare gli obiettivi previsti, si renderà necessario collegare il Piano di azioni positive al Piano della performance, inserendo già nel 2017 alcune azioni nel Piano di attività dei centri di responsabilità all’interno delle linee di intervento.

 

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Con determinazione presidenziale n. 7 del 20 gennaio 2017, adottata su proposta del Comitato unico di garanzia e con il parere favorevole della Consigliera nazionale di parità, è stato approvato il Piano di azioni positive 2017 – 2019, lo strumento operativo per rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione di pari opportunità e generano squilibrio, al fine di favorire la partecipazione lavorativa delle donne e realizzare l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro.

 

Le pubbliche amministrazioni sono tenute ad adottare il Piano, come prescritto dall’art. 48 del D. L.gs. 198/2006 (“Codice delle pari opportunità tra uomo e donna”), per non incorrere nella sanzione del blocco delle assunzioni di nuovo personale, compreso quello appartenente alle categorie protette (art. 6, comma 6, del D. L.gs. 165/2001).

 

Il Piano, illustrato a dicembre 2016 dal Presidente del Comitato, tiene conto delle linee di indirizzo emanate dal Consiglio di indirizzo e vigilanza e delle Linee guida gestionali dell’Inps per l’anno 2017, ponendosi i seguenti obiettivi:

 

  • Pari opportunità
  • Conciliazione lavoro – vita privata
  • Sicurezza e benessere organizzativo
  • Diversity management – Formazione informazione e best practices
  • Criteri di valutazione della performance
  • Bilancio di genere
  • Promozione ruolo del Comitato unico di garanzia.

 

Nell’ambito di ciascuno obiettivo sono previste una serie di azioni da realizzare nel triennio, volte a rimuovere eventuali fattori che direttamente o indirettamente potrebbero determinare situazioni di squilibrio in termini di opportunità e a introdurre meccanismi che consentano di disinnescare queste dinamiche.

 

Per realizzare gli obiettivi previsti, si renderà necessario collegare il Piano di azioni positive al Piano della performance, inserendo già nel 2017 alcune azioni nel Piano di attività dei centri di responsabilità all’interno delle linee di intervento.

 

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